Ho voluto intitolare così perché, per me, lo sport è una grande fonte di valori e, come ogni fonte, simboleggia una sorgente da cui sgorgano virtù che bisogna coltivare e conquistare. Valori come il rispetto, la cooperazione o la solidarietà si creano attraverso il contatto e le situazioni che si vivono in relazione con gli altri. Durante la pratica sportiva — che sia attraverso un gioco, un allenamento o una competizione —, emergono emozioni, conflitti, situazioni a favore e contro… Tutto ciò ci porta alla necessità di imparare a gestire i nostri atteggiamenti e sentimenti.
Lo sport aiuta a canalizzare tutta questa miscela di emozioni in modo positivo e a indirizzarle verso una crescita e una maturazione personale. Inoltre, fa sì che tutti quei valori che troviamo abitualmente nello sport — come la responsabilità, l’impegno, la solidarietà, il rispetto, l’inclusione e l’accettazione degli altri — entrino a far parte della nostra personalità.
Come direbbe Aristotele nella sua Etica Nicomachea, vivere umanamente richiede di porsi una meta finale, un obiettivo, un fine, un telos1. In modo molto simile a quello dell’arciere che mira al bersaglio per colpire nel segno, dobbiamo proporci un fine per poter così dirigere la nostra condotta. Ciò significa che la nostra vita presuppone uno sforzo permanente, qualcosa di simile a una nobile disciplina.
Il telos è anche compimento, pienezza. Aristotele ritiene che il telos dell’essere umano sia trovare la felicità e che essa possa essere raggiunta in modi diversi, anche se per vivere felici è necessario condurre una vita virtuosa; se così non fosse, non si vivrebbe realmente una vita di felicità e con un preciso senso morale.
E questa deve essere la nostra filosofia di vita. Fin dalle sue origini,
la filosofia ha cercato di rivelare il cammino della vita buona: ci aiuta a comprendere il mondo in cui viviamo, a prendere decisioni rette, responsabili e libere, a impegnarci a favore di una società più giusta e più umana. La filosofia ci invita a migliorare la nostra esistenza.
LO SPORT MI HA INSEGNATO COS’È:
La Disciplina
È la prima lezione che si impara. Serve disciplina per raggiungere i nostri obiettivi. La parola disciplina proviene dal latino discere, “imparare”. È impossibile imparare senza disciplina, senza abitudini, senza rigore, senza volontà né auto esigenza.
Impariamo quando studiamo e pratichiamo. Impariamo anche quando ci connettiamo con il sentire. Ed impariamo quando integriamo ciò che abbiamo appreso.
Non intendiamo la disciplina come un’imposizione sgradevole. Senza di essa non ci sarebbero abitudini, né sviluppo di abilità, né maestria, né arte, né cultura. La disciplina ci conduce alla libertà creativa perché forgia la nostra coscienza, la nostra sensibilità e la nostra capacità di far crescere gli altri. Ogni traguardo che valga la pena richiede il cemento della disciplina per sostenersi.
La Responsabilità
Questa meravigliosa qualità — che può essere espressa con le parole migliori ma che, in sintesi, evidenzia la nostra capacità di agire a coscienza sveglia, di riconoscere quali siano i nostri impegni e di portarli a termine con la gioia di adempiere a un dovere al contempo materiale e spirituale — diventa evidente proprio per la sua assenza tra le persone. La parola deriva dal latino responsum, «obbligato a rispondere di qualcosa o qualcuno», e dal verbo spondere, «promettere, giurare».
La responsabilità è la capacità di accettare le conseguenze delle azioni che compiamo liberamente. La responsabilità richiede di stare meno nella comodità e nel benessere e più in ciò che è giusto. Richiede, per questo, volontà, oltre a un’intuizione elevata e salda. È legata alla crescita individuale e della società, con un corretto senso del dovere. I pericoli: la comodità e la pigrizia. La pigrizia è la grande divoratrice di uomini e di sogni.
La Pazienza
Sviluppa la serenità d’animo, quella tanto agognata calma che assomiglia così tanto alla felicità. Di origine latina, la parola pazienza indica la capacità di vivere le situazioni più difficili senza alterarsi né perdere la stabilità. Ciò equivale ad avere chiaramente definito un centro nella propria personalità, un punto d’appoggio, mete salde e una determinazione sufficiente per non lasciarsi vincere di fronte al minimo inconveniente.
Diceva il poeta Amado Nervo: «Perché aspetti con impazienza le cose? Se sono inutili per la tua vita, è inutile anche aspettarle. Se sono necessarie, arriveranno, e arriveranno a tempo debito». Saper aspettare non significa entrare in uno stato passivo in cui la volontà non interviene e dove sono invece i fattori esterni a modificare le nostre vite.
L’inazione non esiste: tutto si muove nell’universo e nel nostro stesso corpo, anche quando siamo fermi o dormiamo.
La pazienza è attiva. Aspettare sapendo dare a ogni cosa il suo tempo e il suo posto è il modo migliore di agire. Durante l’attesa, le idee fermentano, le emozioni si placano, i sentimenti si consolidano e nascono le ispirazioni che ci aprono le porte che sembravano chiuse.
La Perseveranza
Saper ripetere senza ripetersi, saper trovare variazioni crescenti nell’apparente uguaglianza delle ripetizioni. La parola perseveranza deriva dal latino perseverantia («insistenza»), dal verbo perseverare («mantenersi inflessibili in qualcosa, continuare in qualcosa»), mostrare fermezza nel mantenere un’azione, un atteggiamento o un’opinione. La perseveranza si nutre di ripetizioni. È come un motore inarrestabile e instancabile che ci permette di ritornare sulle stesse cose, insistendo per ottenere giorno dopo giorno una qualità maggiore in tutto.
La perseveranza è insistente, ma non per ostinazione. Insistere significa saper trovare il segreto di una scala, i cui gradini possono sembrare tutti uguali ma che, tuttavia, non si trovano alla stessa altezza. Insistere con intelligenza è, quindi, guadagnare altezza.
L’Impegno
L’impegno con l’allenamento, con la competizione e con se stessi: un essere umano impegnato con la vita e con un ideale. Per me, l’impegno è un tratto di maturità. Chi non si vuole impegnare sta giocando con la vita: oggi faccio una cosa, domani un’altra; oggi mi interessano certe persone, domani altre; oggi seguo una via, domani ne seguo un’altra. Questo è giocare.
Un impegno è un segno di maturità, e un discepolo è un filosofo maturo. Non mi importa che abbia quindici anni o sessanta: i tratti della maturità si manifestano a volte in età molto precoci e a volte appaiono in età più avanzate; l’importante è che appaiano.
Perché l’impegno è un tratto di maturità? Io mi impegno e, quando lo faccio, mi chiedo: qual è la prima cosa che devo fare? Istruirmi. Con che cosa mi sto per impegnare? Ho bisogno di conoscere i miei sogni e i miei obiettivi di vita.

L’Umiltà
La RAE2 dice a questo proposito: «Virtù che consiste nella conoscenza delle proprie limitazioni e debolezze e nell’agire in conformità con questa conoscenza». Bisogna saper riconoscere quando si fa qualcosa di sbagliato e rallegrarsi quando si sa di aver fatto qualcosa di buono, soprattutto per qualcuno. Facciamo cose di cui poi ci pentiamo.
Sappiamo che è stato un errore, che dovremmo chiedere scusa per questo, ma invece non lo facciamo, perché siamo orgogliosi e per nulla umili. L’umiltà è necessaria per l’acquisizione di altre virtù, perché ci rende consapevoli delle nostre imperfezioni e ci spinge a cercare di essere persone migliori, a superarci, sempre senza danneggiare l’altro, altrimenti non lo stiamo facendo nel modo giusto.
L’Unione
Lavoro di squadra. La pratica degli sport di squadra favorisce un sentimento di appartenenza, cooperazione, collaborazione, sociabilità e solidarietà, allontanandosi da egocentrismi tossici, poiché lavorare per un obiettivo comune rende l’unione di tutte le parti più efficiente della singola azione individuale.
L’Armonia
Il termine armonia deriva dal greco ἁρμονία (harmonía), che significa «accordo, concordanza», e questo dal verbo ἁρμόζω (harmozo): «adattarsi, connettersi».
L’Autoconoscenza
Aiuta a conoscere il mondo interiore che abita all’interno di ogni persona, le abilità, i punti di forza, i limiti, ecc. La filosofia cerca minuziosamente il perché delle cose, compresi noi stessi. Partendo dal «Conosci te stesso», possiamo arrivare a conoscere le ragioni profonde che motivano tutti gli esseri, così come gli avvenimenti, per quanto irrazionali possano sembrare a prima vista.
Lo Sforzo
In qualsiasi sport lo sforzo e il sacrificio sono fondamentali per progredire ed essere ogni giorno migliori. Nella vita, proprio come nello sport, per raggiungere i nostri traguardi dobbiamo pagare un prezzo. Se non insegniamo questa lezione alle nuove generazioni, creeremo esseri conformisti privi di qualsiasi ambizione di conquistare il mondo.
Lo sport ci offre uno spazio di superamento personale. Vengono stabilite sfide quotidiane in ciascun allenamento che permettono di generare una sensazione di controllo e miglioramento nella pratica, mostrandoci come esseri competenti, dotati di abilità e con la voglia di superare se stessi.
La Vita Sana
Praticare sport regolarmente ci porta a condurre una vita più sana ed equilibrata. Quando svolgiamo un’attività fisica, si verifica un rilascio massiccio di sostanze chimiche nel nostro cervello (dopamina, noradrenalina, endorfine), che produce una sensazione di benessere, la riduzione dello stress e dell’ansia, e il miglioramento dell’autostima e della memoria.
La salute equivale a uno stato di armonia, di equilibrio, e possono averla e mantenerla solo coloro che comprendono e sono recettivi all’equilibrio e all’armonia. Per questo sono fondamentali stati di coscienza sani, sia psicologici che mentali, per non parlare di quelli spirituali. Tutti questi, apparentemente al di là del corpo fisico, devono svilupparsi ciascuno nel proprio piano. Da questo punto di vista, non c’è malattia peggiore dell’assenza di morale e di spiritualità. Non è una questione religiosa, bensì di giustizia interiore, di un patto morale con se stessi, di una spiritualità intesa come concordia con l’intero universo.
L’Empatia
Essere capaci di mettersi nei panni dell’avversario e sentire come si prova quando si è noi a vincere, imparando in questo modo a relativizzare il successo: la vittoria in qualsiasi sport è infatti effimera e sarai tu, prima o poi, a dover perdere.
Il Rispetto
Ogni sport esige il rispetto di determinate regole per il suo buon funzionamento: norme di gioco, di allenamento, di convivenza, che implicano la loro accettazione e obbedienza. Inoltre, il rispetto per l’avversario, valorizzando e accettando chi è meno o più bravo, meno o più abile. Tutto ciò coltiva nello sportivo un sentimento di nobiltà e di accettazione della diversità.
Apprendere dalla sconfitta
Tollerare la sensazione di frustrazione quando, nonostante lo sforzo, non si riesce a vincere — poiché, inevitabilmente, anche l’avversario gioca — è il pane quotidiano di uno sportivo. Trarre un insegnamento dall’esperienza del fallimento e non rimanere paralizzati aiuterà a essere persone emotivamente equilibrate, riflessive e capaci di cercare soluzioni agli ostacoli che si presenteranno nella vita.
Gálvez, Ana. “El deporte fuente de Valores.” Niké, no. 6, 2026, pp. 12-19
III Giochi Internazionali del Volontariato, Olimpia Grecia – 2026









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