STOICISMO, UNA RISPOSTA CONCRETA ALLE SFIDE DI OGGI

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Può una scuola di pensiero sorta nell’Atene del IV secolo a.C. e sviluppatasi fino al II secolo d.C. a Roma, essere utile ed attuale al giorno d’oggi? In che misura, insegnamenti trasmessi così lontano da noi possono aiutarci nel vivere? Cosa ne potevano sapere gli stoici dei problemi che costellano le nostre giornate?

Non andremo a ripercorrere la storia dello stoicismo, non ci soffermeremo troppo su date ed eventi, ma metteremo al centro della nostra analisi, gli esseri umani. Quelli di “ieri”, i filosofi che ci hanno lasciato questi insegnamenti e quelli di “oggi”, tutti noi, che abbiamo l’opportunità di recuperarli nella loro essenza, per migliorare la qualità della nostra vita, del rapporto con noi stessi e con gli altri in modo da poter affrontare le sfide della vita con più strumenti. Come vedremo lo Stoicismo non ha la stessa affabilità e dolcezza nell’indicare il percorso da seguire di altre scuole di pensiero, anzi, ma al netto di questo rigore, l’obiettivo era sempre e comunque promuovere un miglioramento della qualità della vita dell’essere umano. Renderlo più felice, più libero da quegli attaccamenti che, inevitabilmente lo facevano soffrire.

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PERCHÈ STOICISMO? COME NACQUE?

Perché i primi insegnamenti vennero trasmessi da Zenone di Cizio (336 – 263 a.C.), capostipite della filosofia stoica, nella Stoà Poikìle1, un portico decorato nel centro di Atene.

Zenone era un mercante che dopo un naufragio sulle coste greche, e la relativa perdita di tutto il prezioso carico, ebbe l’opportunità di avvicinarsi agli insegnamenti socratici e platonici, rimanendone folgorato. Nel trasmettere i suoi pensieri, fece della concretezza uno dei capisaldi della sua filosofia.

“Ho fatto proprio un buon viaggio, quella volta che ho naufragato.”
Zenone di Cizio

“Innanzitutto di a te stesso chi vuoi essere; poi fa ogni cosa di conseguenza.”
Epitteto

PERCHÈ CONCRETA?

Lo Stoicismo fu una corrente di pensiero pragmatica2; la proposta dello Stoicismo fu promuovere un modello di vita sano, che permettesse all’essere umano di armonizzarsi con sé stesso e con l’Universo che lo circondava, sempre con l’obiettivo di vivere bene. Questo avveniva attraverso un percorso di “allenamento interiore” che univa la teoria alla pratica in modo inscindibile.

“Se non è giusto non farlo, se non è vero non dirlo.”
Marco Aurelio

“Sii come lo scoglio su cui s’infrangono incessantemente i flutti: saldo, immobile e intorno a esso finisce per placarsi il ribollire delle acque.”
Marco Aurelio

CIÒ CHE DIPENDE DA ME E CIÒ CHE NON DIPENDE DA ME…

Per gli stoici le cose che accadono si dividevano in questi due gruppi. L’uomo avrebbe dovuto impegnarsi nel correggere e armonizzare le prime, mentre avrebbe dovuto accettare in quanto tali le seconde. L’idea centrale è che non ha alcun senso addolorarsi né per le une, né per le altre, poiché per se le cose dipendono da noi è in nostro potere la capacità di modificarle, se non dipendono da noi, non possiamo far altro che accettarle per quello che sono.

“Tra le cose che esistono, le une dipendono da noi, le altre non dipendono da noi. Dipendono da noi: giudizio di valore, impulso ad agire, desiderio, avversione, e in una parola, tutti quelli che sono propriamente fatti nostri. Non dipendono da noi: il corpo, i nostri possedimenti, le opinioni che gli altri hanno di noi, le cariche pubbliche e, in una parola, tutti quelli che non sono propriamente fatti nostri.”
Epitteto

EUDAIMONIA E ARETÈ

Eudaimonia3 possiamo tradurlo con l’entrare in contatto con il proprio daimon4 interiore: questo processo produce una gioia profonda nei confronti della vita, indipendentemente dalle situazioni contingenti e dalle prove che tutti affrontiamo. Aretè5, semplificato con la parola “virtù”, è lo strumento che abbiamo per tendere a questa parte più nobile che abbiamo dentro di noi.

“Scava dentro di te: dentro è la fonte del bene che può zampillare sempre se non smetti mai di scavare.”
Marco Aurelio

COME RAGGIUNGERE QUESTO OBIETTIVO?

Attraverso lo sviluppo di qualità che avevano come finalità il distacco da tutte le forme di attaccamento. Questo avrebbe reso l’uomo realmente libero, al riparo di turbamenti, ansie e agitazioni. Si tratta di quello stato di imperturbabilità, proprio del saggio.

AtarassiaApatiaAutarchia
distacco dalle cose terrene.distacco dalle passioni.libertà, pienezza spirituale, autonomia interiore nel non dipendere dalle cose del mondo.

Per fare un esempio, potremmo fare un parallelo tra l’essere umano e la mongolfiera: quest’ultima per poter volare ha bisogno in principio di un fuoco che scaldi l’aria interna e successivamente che vengano mollati gli ormeggi che la ancorano al suolo. Distaccarsi dagli attaccamenti aveva proprio quest’ultima finalità.

UNA VITA FATTA DI PROVE

Per uno stoico era impensabile osservare gli avvenimenti del mondo incasellandoli tra piacevoli o spiacevoli, fortunati o sfortunati, belli o brutti, ecc…

Per uno stoico tutto ciò che accade nella vita di un essere umano ha come unica finalità il bene dello stesso; quindi, ogni evento sarà visto come una opportunità di crescita e di miglioramento. La fortuna si dice che aiuti gli audaci, non coloro che vivono passivamente.

“Non chiedere mai che le cose accadano come tu le desideri, ma desidera che succedano così come accadono, e prospererai sempre.”
Epitteto

“All’uomo non capita nulla che dalla natura non sia stato formato a sopportare.”
Marco Aurelio

CONCETTI DI NECESSITÀ E FINALITÀ

Per gli stoici l’esistenza agisce secondo i principi di necessità e finalità: in altre parole potremmo dire che tutto ciò che accade, tanto a livello macrocosmico che microcosmico, lo fa secondo un principio superiore di Giustizia. Ogni cosa che avviene, ci piaccia o no, ha una suo preciso motivo d’essere. Dolersi delle prove, seppur umanamente comprensibile, ha la stessa valenza dello studente che si lamenta degli esami che deve affrontare nel proprio percorso di laurea.

È importante sottolineare che non si tratta di un vivere forzato e doloroso, ma di una rinnovata consapevolezza acquisita con la pratica.

IL “GUERRIERO DELLA MENTE”

Epitteto si chiede: “A cosa serve la Filosofia?”. Nella visione classica, e quindi anche in quella stoica, il filosofo praticava questa ricerca della conoscenza per prepararsi ad affrontare la vita, per riuscire a comprenderla meglio e sviscerarne le Leggi che la regolano. In un modo un po’ provocatorio, lo scrittore Donald Robertson afferma nel suo libro “La Filosofia della Terapia Cognitivo Comportamentale” che se nell’antichità il filosofo era un vero “guerriero della mente”, nei tempi moderni si è trasformato in un bibliotecario della mente. Vale a dire che sapere a memoria le massime di Platone, Socrate, Seneca, Epitteto e Marco Aurelio, non è sufficiente se non si ha la forza morale di sperimentarle nella vita quotidiana. E che se non si sperimenta “sulla propria pelle” mai si potrà affermare di aver realmente imparato qualcosa.

“Se non hai appreso in modo da dimostrare praticamente quello che hai studiato, perché mai hai studiato?”
Epitteto

“Smetti di discutere su come dovrebbe essere un uomo buono. Sii un uomo buono.”
Marco Aurelio

“Non spiegare la tua filosofia. Incarna i suoi princìpi.”
Epitteto

CONCETTO DI DIO, UNIVERSO E LEGGE DI CAUSA-EFFETTO

Per gli stoici l’Universo è un grande essere vivente. E l’uomo, così come tutta la creazione, ne è parte integrante attiva. Per gli stoici soffermarsi a disquisire sull’esistenza e sulla forma di Dio non aveva senso in quanto Dio è l’Universo stesso, non esiste confine tra creatore e creato. Dio si manifesta nel mondo attraverso il Destino (la Legge di Causa-Effetto6) e la Provvidenza (il Bene insito nell’Universo). L’uomo se vuole essere libero deve imparare ad integrare questi due aspetti, ponendo attenzione alle azioni che compie e allineando il proprio vivere alla necessità superiore stabilita dalla Provvidenza.

Questo Universo è regolato da Leggi Universali, una delle quali è la Legge di Causa/Effetto (il Karma per la cultura orientale). Questa Legge ci spiega che ogni singola azione (e per azione intendiamo anche i pensieri e i sentimenti) produce un effetto.

“Onora la forza più grande dell’universo: quella che dispone di tutto. Onora anche nella tua persona la forza più grande: questa ha la stessa natura di quella. È quella che dispone di tutto ciò che possiedi, e che dirige la tua vita.”
Marco Aurelio

CHE CALI IL SIPARIO!

Così come venne trasmessa l’importanza di imparare a vivere bene, altrettanto importante era sapersi preparare all’ultimo appuntamento che ogni essere vivente prima o poi dovrà affrontare.

Anche in questo caso viene sottolineato che non è in nostro possesso stabilire quando e come avverrà l’ultimo istante della nostra vita: quindi non aveva senso preoccuparsi della propria morte, era molto più “saggio” preoccuparsi di compiere attraverso virtù, il tempo che ci è dato vivere.

“Non dobbiamo cercare di vivere a lungo, ma di vivere abbastanza; vivere a lungo dipende dal destino, dalla nostra anima vivere quanto basta. La vita è lunga se è piena.”
Seneca

“Come una commedia, così è la vita: non quanto è lunga, ma quanto bene è recitata, è ciò che importa.”
Seneca

“Compi ogni azione come se fosse l’ultima della tua vita.”
Marco Aurelio

PRONTUARIO STOICO PER LA VITA DI TUTTI I GIORNI

  • Non pensare che ciò che hai ti sia dovuto; la vita è un costante mutamento, una costante trasformazione. Goditi ciò che hai, un oggetto, un’amicizia, un lavoro, una condizione di vita… “Quando ti alzi la mattina pensa a che grande privilegio sia essere vivi: respirare, pensare, amare…”.
  • Ciò che intralcia la via, diventa la via stessa; le prove non sono sfortune che capitano di tanto in tanto. Le prove sono parte integrante della vita, ed in quanto tali vanno accettate.
  • Impara l’arte di essere oggettivo; ciò che accade, salvo rare eccezioni, non è così esclusivo come pensiamo. È già accaduto prima di noi e accadrà anche dopo di noi. Tutto si ripete in modo ciclico, così come un’alba al mattino, un tramonto alla sera, un fiore in primavera ed un frutto in estate.
  • Vivi in modo sobrio; cerca di non eccedere. Gli eccessi, che siano nei modi di vivere, di pensare o di essere, non sono mai consigliabili.
  • Non smettere mai di ricercare ed applicare; considera la vita come una costante palestra, un luogo dove poterti allenare per fortificarti, dal primo giorno in cui sei venuto a questa vita, fino al momento in cui ti congederai da essa.
  • Osserva la tua vita “dall’alto”; immagina di vederti dall’esterno, osserva la tua casa, la tua città, la nazione, il continente, il pianeta e il sistema. Sentiti parte di un tutto che come te, si muove, vive, evolve.
  • Giudica solo te stesso; prendi solo il meglio da chi ti circonda e non sottolineare le mancanze altrui per giustificare le tue.
  • Fai del bene; non basta limitarsi a non compiere azioni cattive.
  • Sii d’esempio.

Che queste poche righe possano esserci di ispirazione per operare quei piccoli, medi, grandi cambiamenti nella nostra vita, con l’obiettivo di raggiungere una reale Libertà, frutto di conquiste interiori e di una consapevolezza rinnovata. Riuscirci è possibile, dipende tutto da noi.

Note:

  1. La Stoà Pecile (in greco antico στοά ποικίλη, stoà poikìlē, “portico dipinto”) fu eretta tra il 475 e il 450 a.C., nella zona settentrionale dell’agorà di Atene. Il portico, aveva colonne di ordine dorico all’esterno e di ordine ionico all’interno, con i capitelli ionici in marmo; si estendeva in profondità per 12 metri e 60 centimetri su un basamento dotato di tre gradini che diventavano quattro verso ovest, per coprire il dislivello del terreno. Fonte: Wikipedia.it ↩︎
  2. Il termine pragmatico descrive un approccio o una persona basato sulla concretezza, sull’azione e sui risultati reali piuttosto che su teorie astratte. Deriva dal greco pragma (fatto, azione) e indica la capacità di risolvere problemi in modo efficiente. Fonte: Treccani.it ↩︎
  3. Nel linguaggio filosofico, rappresenta il raggiungimento di uno status di benessere esistenziale che trascende la concezione superficiale e momentanea di semplice felicità. ↩︎
  4. Nel pensiero stoico, il daimon è la guida presente dentro ogni individuo, è la scintilla del Logos universale. Non è un demone o uno spirito esterno, ma il principio guida dell’anima. Mantenere il proprio daimon puro, incontaminato dalle passioni irrazionali e in armonia con la Natura significa vivere una vita autentica, allineando la propria volontà individuale alla Ragione del Cosmo. ↩︎
  5. Sinonimo di virtù, intesa come pieno sviluppo delle qualità umane, etiche e morali. ↩︎
  6. Ogni azione, pensiero o sentimento che generiamo, produce un effetto correlato nel mondo. ↩︎

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