CHE COS’È L’ISPIRAZIONE?

By Delia Steinberg Guzmán, 7 Settembre 2026

2–3 minuti

Questa è una domanda che ci suggeriscono le autentiche opere maestre, quelle creazioni geniali che alcuni uomini sono riusciti a plasmare come se fossero stati diretti da certe forze particolari, chiaramente superiori a loro stessi. Qual è stata la magica scintilla che li ha presi per mano? Quali straordinarie correnti superiori hanno saputo seguire?

Questa è anche la domanda che ci assilla nei momenti in cui siamo desiderosi di esprimere il meglio di quanto sentiamo e pensiamo, anche se non sappiamo come farlo. Ed è anche quello che ci domandiamo quando ci troviamo senza idee ed emozioni, come se fossimo un sacco di pelle ed ossa senz’altra possibilità di vita.

Nike di Samotracia, Museo del Louvre di Parigi

Allora ricordiamo i grandi creatori, coloro che seppero entrare in contatto con l’ispirazione strappando il suo segreto. Potremmo garantire che esiste un ponte tra gli uomini e il mondo delle idee, capace di stabilire quel vincolo che chiamiamo ispirazione? Forse non c’è un solo ponte, un unico punto di contatto tra noi e quel mondo perché, se così fosse, coloro che sono riusciti ad attraversare il ponte ci avrebbero raccontato come avevano fatto e dove erano arrivati. Forse ogni uomo deve tendere le sue reti, con i suoi mezzi, e in questo ha radice il mistero del risveglio dell’ispirazione.

Inoltre, temo proprio che la mente razionale, di cui abbiamo fatto il simbolo distintivo dell’uomo, abbia poco o niente a che vedere con questo processo. L’esperienza indica che quanto più insistiamo con la ragione tanto più ci allontaniamo dall’ispirazione.

Gli antichi saggi dicevano che il segreto consiste nel diventare canne vuote… E lasciare che attraverso esse scorra l’intuizione. È allora che si produce il miracolo: proviamo ad essere vuoti – aperti, più che vuoti – e allora una folla di immagini ci travolgerà, obbligandoci a creare straordinariamente in fretta. Ciò che non si dice, non si dipinge, non si scrive o non si elabora in quell’istante, andrà perduto. Non si tratta di opere esattamente nostre; qualcosa o qualcuno ce le dà, il nostro compito è captarle e trasmetterle. È un momento di estasi, di contatto con un mondo diverso dal nostro, più sottile, più bello, più vicino alla perfezione in tutti i suoi aspetti. È come disporre di un apparato ricettore di grande sensibilità, ma di cui ignoriamo il funzionamento e l’utilizzo. Possiamo solo approfittarne quando è in funzione.

Disponiamo di varie descrizioni, più o meno ispirate, che ci danno una possibile chiave di interpretazione. Se ci sono affinità tra le nostre vibrazioni personali e quel mondo di idee perfette che vogliamo raggiungere, il contatto si stabilisce solo desiderandolo fortemente. Sta a noi, quindi, sviluppare e alimentare queste correnti di simpatia in accordo a quanto di buono e bello vogliamo captare e trasmettere. Sta a noi aprire le porte all’ispirazione.

E quando torniamo a chiederci: che cos’è l’ispirazione? Probabilmente continueremo a non avere una risposta concreta; però sì avremo invece la strana e meravigliosa sensazione di essere stati toccati da un alone prodigioso che viene dall’al di là del tempo e dello spazio, dall’eterna fonte da cui tutti, qualche volta, abbiamo sognato di bere.

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