LA “NOSTRA” PROPOSTA FILOSOFICA

By Delia Steinberg Guzmán, 1 Giugno 2026

3–5 minuti

ESSERE FILOSOFO NON È LO STESSO CHE STUDIARE FILOSOFIA…

Una Filosofia che non si sente, che non si ama, una conoscenza che non ci commuove, che non ci fa vibrare, a che cosa serve? A far “vibrare” i neuroni? È veramente poca cosa. D’accordo, abbiamo bisogno che i nostri neuroni vibrino, ma anche il cuore deve sentire. Abbiamo bisogno che un forte sentimento accompagni tutto ciò che pensiamo.
L’analisi non finisce qui: occorre pensare, sentire e agire.
Abbiamo bisogno di armonizzare ciò che pensiamo, ciò che sentiamo e ciò che facciamo; solo quando questi tre elementi entrano in accordo, possiamo definirci filosofi. Perché c’è un’enorme differenza tra studiare Filosofia ed essere filosofi.
Chiunque può studiare Filosofia. Può piacere o no, può essere capita o meno, ma la si può comunque studiare. Essere filosofo è, invece, qualcosa di diverso. È un’attitudine, è un’arte. Tuttavia può esserlo chiunque. È molto più facile essere filosofo che studiare Filosofia, perché filosofo è chiunque si pone domande con spirito di ricerca, con sincerità, la stessa sincerità con cui cerca di trovare risposte.
Quello che vogliamo è essere filosofi e non semplicemente studiare Filosofia.

FILOSOFIA CHE COSTRUISCE…

Proponiamo una filosofia per un essere umano costruttore, per un costruttore di se stesso. Credo che questo sia il titolo più grande che si possa concedere. Semmai ci facesse piacere ricevere un riconoscimento o un titolo, quello di “costruttore” è il migliore, essere costruttori di noi stessi e delle società nelle quali viviamo, al fine di migliorare noi stessi e il mondo nel quale viviamo.

Se la Filosofia è amore per la saggezza, in virtù di questo amore deve nascere il movimento. L’amore non può rimanere fermo perché cerca ciò di cui ha bisogno, ciò che brama. Per essere filosofi bisogna mettersi in movimento, perché:

  • è un amore che ci chiede sempre di più;
  • è un continuo approfondire tutto ciò che si sa o che si crede di sapere. Rileggere ciò che si è letto, ascoltare di nuovo ciò che si crede di aver capito. È una ricerca permanente che ci arricchisce;
  • è un rivedere i mezzi che usiamo per ottenere i risultati proposti. Noi non siamo sempre gli stessi e ciò che ieri era uno strumento, oggi può essere un ostacolo nel cammino;
  • è una revisione e trasformazione continua di se stessi. La revisione è un modo per rinascere tutti i giorni;
  • è comprendere coloro che ci circondano, i loro sogni, le loro necessità;
  • fare le cose da sé è da saggi ma non avere da chi imparare è da ignoranti.

LA “NATURA” DELLA FILOSOFIA…

Immaginiamo un albero. La sua vita vegetale si esprime in una natura di legno. Il suo tronco di legno si espande in molteplici forme di vita e in numerosi rami che si aprono in tutte le direzioni. A loro volta, i rami si caricano di foglie, fiori e frutti, delle cui particolarità dipende il tipo di albero.
Sarebbe insensato, però, definire l’albero dalla quantità o dalla grandezza dei suoi rami o delle sue foglie, dei suoi fiori e dei suoi frutti. Ciò che ci interessa è il rapporto con il tronco, perché, senza di esso, non esisterebbe il resto.

Così è la natura filosofica. È il tronco saldo dell’albero. Dalla sua stabilità e dalla sua inalterabile condizione di legno, dipenderanno i suoi rami, le sue foglie e la qualità dei suoi fiori e frutti.
Se il nostro tronco è “amore per la saggezza”, la forza dell’amore farà nascere i rami del sapere e da lì sbocceranno i fiori della conoscenza che si trasformeranno in frutti per l’Umanità.
La natura filosofica ha la duplice qualità di cercare e di dare, di trovare e di condividere, di essere ricchi e generosi allo stesso tempo.
Continuando con la metafora dell’albero, una cosa è ciò che si vede e un’altra è la radice che si nasconde nella terra, che costituisce, senza dubbio, il suo aspetto più importante. Senza radice non c’è vita e senza vita non c’è Filosofia.

Come può esserci amore per la saggezza se non c’è vita? L’amore è essenzialmente vitale, ha bisogno di radici che lo alimentino e che gli permettano di sopravvivere a tutte le tempeste e difficoltà.
Le stesse radici, seppur nascoste, partecipano anch’esse della natura filosofica della ricerca, richiedono soltanto un’indagine più profonda, diretta alle cause e non solo agli effetti evidenti.

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