
Maya è un’antica divinità orientale, il cui significato è Illusione. È il velo con cui la Natura ricopre tutte le cose, affinché gli uomini non possano scoprire facilmente le sue leggi nascoste. Così, la bellezza di Maya ed i suoi molteplici giochi ingannano, seducono e aiutano a trascorrere gli anni di vita su questa Terra.
L’illusione gioca con i nostri sensi. E noi partecipiamo al gioco, più o meno coscientemente. Illusione non è esattamente qualcosa che non esiste, perché noi la percepiamo. I giochi dell’illusione si basano su cose certe, ma non durature; sono verità che vivono quanto una bolla di sapone… Come un’illusione.
Tuttavia, nella nostra ignoranza, pensiamo che quelle verità momentanee siano tutto. È mettendo i nostri sforzi e le nostre massime speranze nei giochi di Maya, che arriviamo a conoscere il dolore. Tutto ciò che vogliamo ci sfugge tra le dita, e diventiamo ciechi alla possibilità di vedere quelle cose che sono più durature, meno ingannevoli, più vicine all’immortalità.

Perché giochiamo? Perché accettiamo l’illusione di Maya senza percepirla?
Rispondere a questa domanda equivarrebbe a sapere con precisione perché un bambino gioca. Il bambino gioca, anche se sa che il gioco che realizza non è reale, ma ha bisogno di provare, ha bisogno di testare le sue forze e prepararsi per quel gioco più grande che è la vita stessa.
Noi uomini siamo sempre un po’ bambini. Insicuri davanti al destino finale che ci attende, giochiamo nel corso della vita, cercando di provare a noi stessi che siamo capaci di realizzare azioni valide.
Tutti noi partecipiamo ai “Giochi di Maya”…
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