
“Ci chiediamo che cos’è la vita e rispondiamo: energia. Ci chiediamo che cos’è l’amore. Anch’esso è energia. Pertanto, ed è questo ciò che ci interessa, la vita è energia, la vita è amore. Dove c’è vita, c’è unione. Dove c’è vita, ci sono cose che si avvicinano le une alle altre, che si coniugano le une alle altre, che si armonizzano le une con le altre.”
Delia Steinberg Guzmán
Ci stanca molto di più la mancanza di coscienza in ciò che facciamo – il non essere presenti in ciò che facciamo – che l’azione in sé. Questa stanchezza male accumulata diminuisce sempre di più i nostri periodi di rendimento positivo. Correre senza respirare, abusare delle emozioni egoiste o deprimenti, girare continuamente sulle stesse idee circolari senza cercare soluzioni, porta inevitabilmente all’esaurimento.
Riposare in queste condizioni è molto difficile, per non dire impossibile. Non basta respirare di tanto in tanto mentre si danno bracciate nuotando, né stordirsi per qualche giorno per non pensare a nulla e cercare di dimenticare le emozioni che ci angosciano. Questi momenti di riposo sono travestimenti, sotterfugi, trappole poco sottili, illusioni che, una volta esaurite, faranno riemergere la vecchia stanchezza e non avranno rigenerato le energie necessarie per iniziare nuovi cicli di lavoro sano ed entusiastico.

Ci stancano le cose che non ci interessano o le cose cui non sappiamo interessarci; stanca non saper respirare durante il lavoro; stanca la noiosa meccanicità che non permette la partecipazione della coscienza.
Ci fa riposare l’interesse per ciò che facciamo, il guardare le cose con occhi nuovi e la voglia di imparare da tutto ciò che ci circonda e da tutto quanto accade nel nostro mondo, l’essere sempre noi stessi ed essere presenti con l’anima in tutto ciò che ci riguarda. Riempirsi di aria limpida, guardare il cielo e perdersi in esso, veder danzare il fuoco o scorrere l’acqua, accarezzare le foglie di una pianta o giocare con un animaletto domestico; conversare con chi amiamo o leggere le opere di coloro che ammiriamo; condividere un pranzo, una passeggiata, o una tazza di caffè; sapere che siamo eterni e che abbiamo tutto il tempo necessario per fare le cose, da quelle più piccole a quelle più grandi.
Riposare è, dopo tutto, non stancarsi inutilmente, e non dare spazio a quelle cose che non meritano la nostra stanchezza.
La difficile arte di essere se stessi richiede il rinnovamento costante delle energie messe in gioco. Tutti abbiamo una certa quota di energia che, se esaurita ai primi tentativi, svanisce e ci lascia la sensazione di vuoto e di sconcerto. Tale energia, come tutte le forze dell’universo, si consuma e si rinnova all’interno del suo stesso ciclo. L’energia cosciente, una volta attivata, genera automaticamente nuove fonti energetiche che ci serviranno per continuare domani e domani… Come se fossimo ogni volta più forti.
Tutti disponiamo di una certa quantità di energia, in generale una quantità superiore a quella che supponiamo, soltanto che, non utilizzandola, ci appare debole e insufficiente.
Questa energia appartiene a tutti i piani di manifestazione dell’uomo, dal livello fisico fino a quello sottile della volontà. È facile immaginare uno sforzo fisico, anche se non è facile compierlo, ma almeno sappiamo di che tipo di energia si tratta, mentre non è così semplice riconoscere lo sforzo e l’energia a livello psicologico mentale, morale, spirituale.
Nei livelli più sottili, lo sforzo si unisce con la buona disposizione d’animo, con l’animo elevato. Nel piano psicologico è l’energia che ci permette di mantenerci sereni, stabili, allegri, lontani da emozioni negative e ossessive. Bisogna sforzarsi, usare molta energia per conquistare questo stato d’animo tanto particolare, ma ne vale la pena.
Nella mente, l’energia si usa per chiarificare tutte le idee che andiamo acquisendo, invece di muoverci in complesse nebulose dai contorni indefiniti. L’energia è necessaria per ordinare tutte le nostre idee, per collegarle armoniosamente le une con le altre, nella meravigliosa architettura del pensiero. Bisogna impegnarsi per fare della mente un mondo di forme organizzate e valide. Chiaramente, ne vale la pena!
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