L’EDUCAZIONE SECONDO PLATONE

By Giorgio Angelo Livraga, 27 Luglio 2026

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2–3 minuti

Nella “Repubblica” di Platone, e nelle “Leggi” in un modo più esteso, viene definito il problema dell’educazione. All’inizio del libro, con i camminatori che marciano fino al tempio di Zeus Olimpio, si dice che il miglior modo di educare è mediante la ginnastica e la musica. Ovviamente quando sentiamo le parole “ginnastica e musica” oggi, dal nostro punto di visita, abbiamo una immagine falsa.

Pensando alla ginnastica immaginiamo giochi di tipo fisico come sollevamento pesi, pugilato, lancio del giavellotto; e quando pensiamo alla musica pensiamo di suonare la chitarra, la cetra o un altro strumento musicale. Non è esattamente quello che intendevano i Greci, né quello che voleva esprimere Platone. Lui parlava della ginnastica – da gymnòs, nudità – come di un’attitudine speciale per i giovani, i quali potevano sviluppare tutta la purezza nel senso fisico di decontaminazione.

Platone raccomanda di separare le generazioni – questo fu un argomento molto discusso – , non è d’accordo sul fatto che i giovani siano educati dai genitori. Platone nella “Repubblica’ propone che i bambini siano affidati alle cure dei genitori solamente per cinque anni – nel cosiddetto gineceo – e che dopo passino nelle mani dei paidagogoi, cioè dei pedagoghi o dei maestri.

Foto di Vidar Nordli-Mathisen su Unsplash

GINNASTICA E MUSICA…

Platone afferma, in un modo molto diretto, che qualunque uomo è capace di avere dei figli, però non tutti sono capaci di educarli.

Per cui egli proponeva che dopo i cinque anni, come avveniva nella Grecia classica, i bambini fossero affidati a istituti speciali dove sarebbero stati educati nella parte fisica e in quella spirituale. Questa parte fisica, basata principalmente sul culto della forza e della purezza – quasi “alla Tarzan” diremmo oggi – era la Ginnastica, e la parte spirituale era la Musica, però per Musica si intendeva l’esercizio delle Muse. Le Muse erano antiche dee che presiedevano la Storia, l’Eloquenza, la Musica propriamente detta, la Pittura, il Teatro e così via.

In altre parole, il giovane veniva formato secondo queste due grandi direttrici: si aspirava a un corpo sano e a uno spirito colto, incline alle arti e a tutto ciò che apparteneva all’umanesimo. Questa combinazione di un corpo sano con di uno spirito aperto a tutta la creazione, è propria del mondo classico. Platone, inoltre, credeva che esistesse una profonda relazione tra il corpo e l’anima. I Socratici ritenevano che il corpo fosse come un vaso e l’anima come l’acqua che lo riempie; era quindi ovvio che l’acqua assumesse la forma del vaso che la contiene.

Per questo è necessario avere un corpo sano in ogni suo aspetto, così come una vita sana e un ambiente sano, affinché anche l’anima possa sviluppare pienamente tutte le sue qualità migliori.

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