SULLA CONVIVENZA

By Delia Steinberg Guzmán, 3 Agosto 2026

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3–5 minuti

“Chi non sa convivere con gli altri, non sa vivere neppure con se stesso. Ciò che non conquista con gli altri, non lo conquisterà neanche per sé.”
Delia Steinberg Guzmán

L’UNITÀ

Siamo convinti che l’anima umana, nella sua essenza, sia una e che non si possano stabilire distinzioni basate sulle espressioni esteriori dei corpi. Attiviamoci, piuttosto, per lo sviluppo e l’espressione dell’anima, che troppo spesso giace addormentata in corpi che sanno soltanto scontrarsi o amarsi, a seconda delle circostanze. Tutti i popoli, nell’arco della Storia, hanno raggiunto vette elevatissime nelle scienze, nelle religioni, nelle arti e nelle filosofie: il loro studio approfondito ci consente di affermare che esistono più somiglianze che differenze.

Foto di Duy Pham su Unsplash

CONTRO LA DISUNIONE, LA FIDUCIA…

La parola “unificare” deriva dal latino unus facere, “fare uno”, cioè, riunire varie parti diverse in modo da realizzare un’unità armonica e omogenea. Senza questo avvicinamento e collegamento le cose e gli esseri seguirebbero sentieri diversi, e ciò non è male, ma sarebbero comunque divisi, disuniti e contrapposti. Senza questo gesto di unificazione, ci toccherebbe vivere in un perpetuo caos, e sarebbe molto difficile dare un significato all’esistenza e alle sue mutevoli circostanze. Il male dell’attuale momento storico – che già da molto tempo ci trasciniamo larvatamente – è proprio il separatismo, lo smembramento, la lotta aperta tra fazioni che si assottigliano sempre di più, fino ad arrivare allo scontro fra individui. È quanto avviene in ogni ambiente, politico, culturale, religioso, artistico, sociale, familiare; si percepisce per le strade delle grandi città, si diffonde nei piccoli centri. La sfiducia è padrona e signora degli animi e sfocia nella scortesia, nell’acredine, nell’irritazione, nella mancanza di scrupoli, nell’assenza di sincerità, nell’egoismo…

Una buona dose di unificazione è ciò di cui tutti abbiamo bisogno. È necessario ritornare a sperimentare la realtà di questa grande famiglia che è l’Umanità, la felicità dell’amicizia, della mutua fiducia, della voglia di collaborare e di aiutare, di potersi guardare negli occhi ancora una volta e ritrovare verità luminose al posto di ombre paurose.

L’AMICIZIA FILOSOFICA…

Quello che ci manca e che vogliamo recuperare – perché sappiamo che mai ha smesso di esistere – è l’amicizia filosofica, cioè l’amore per la conoscenza degli uni verso gli altri, l’amicizia che supera il tempo e le difficoltà, che dà vita a legami di autentica fratellanza, al di là dei vincoli di sangue.

Per questo la definiamo filosofica, anche se non la chiamiamo così nella vita di tutti i giorni. È filosofica perché esprime amore e necessità di conoscenze. È filosofica perché fa sì che due o più persone cercano di conoscersi, di comprendersi, iniziando dalla conoscenza di se stessi. È quella che fa nascere il rispetto, la pazienza e la costanza, che perdona senza smettere di correggere, che spinge ad essere migliori, per meritare l’amico. È quella che risveglia il senso di solidarietà, del mutuo sostegno, che sa sopportare le distanze, le sofferenze, le malattie e la povertà. La definiamo filosofica perché crediamo che essa possa nascere soltanto condividendo idee e mete comuni nella vita, identico spirito di servizio e capacità di superamento; non è una pianta che dura un giorno, né una nuvola d’estate.

LA TOLLERANZA…

La tolleranza è indispensabile fra tutti gli esseri umani; va al di là delle differenze superficiali e si fonda, invece, sulle qualità profonde dell’uomo, che è sempre se stesso in tutte le latitudini, in tutti i corpi e in ogni espressione dell’esistenza.

LA CONVIVENZA COMINCIA CON SÉ STESSI…

Non è facile riconoscere le esigenze del corpo, né delle emozioni, né delle nostre ragioni, queste ultime, poi, non sempre chiare, né durevoli. Tuttavia, l’armonia tra i fattori della nostra personalità è indispensabile. È una formula di convivenza primaria che ci permetterà di sviluppare, dopo, la così preziosa convivenza con gli altri.

La nostra pace consiste nel superare i nostri difetti con la forza delle nostre virtù, nell’arginare i nostri aspetti negativi e dare spazio ai potenziali aspetti positivi, anche se ancora latenti.

  • È la pace con se stessi e con gli altri.
  • È la pace della convivenza, della concordia.

Queste sono le vittorie pacifiche che possiamo ottenere quotidianamente, senza arrabbiarci con noi stessi, con gli altri… Non c’è convivenza possibile quando manca la generosità dell’amore e quando prevale il sentimento assoluto di chi si considera unico al mondo. Per convivere bisogna ampliare la coscienza e dare spazio a tutti gli esseri viventi, ritrovare la vita in tutte le cose e concepire l’infinità dell’Universo. Bisogna conoscere e dare valore a tutto ciò che è… È avere il coraggio di condividere ciò che siamo con tutti quelli che sono. Nessuno può raggiungere la sua realizzazione se disprezza quella degli altri.

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